FIAT 500X

FIAT 500X

FIAT 500X

“CINQUECENTITUDINE”

UNA PAROLA CHE SQUARCIA LA PRESS ROOM, QUANDO OLIVIER FRANCOIS LA PRONUNCIA. E RENDE L’IDEA NON SOLO DI COSA SIA 500X MA ANCHE DEL NUOVO CORSO “PRODUCT ORIENTED” DI FCA. FORSE MARCHIONNE RIUSCIRÀ A BILANCIARE GLI “APPETITI” FINANZIARI CON LE NECESSITÀ DI PRODOTTO?

di LUCA ROMANO – DURATA, 01’ 46” 

IN TV CON DRIVELIFE DEL 15 NOVEMBRE

Gallery lucaromano_pix su Instagram

Fotografie: iPhone 5S

“Cinquecentitudine”. Racchiusa in questa parola c’è l’essenza della nuova 500X, la pietra miliare della svolta FIAT/FCA verso contenuti di prodotto superiori. Alla faccia di Della Valle. In ogni caso il mercato darà ragione ad uno, Marchionne, o all’altro, Della Valle. Vedremo.

Olivier Francois racconta del fattore X, preferisco dire “cinquecentitudine” che scollega un ottimo prodotto, la 500X, da un certo “trash” televisivo che non mi piace per niente.

500X è sul mercato italiano con prezzo di partenza di 17mila e 500 euro per la versione Pop con motore mille-e-sei e 110 cavalli. In base a motore ed allestimento e trazione si arriva oltre i trentamila.

La 500X è prodotta a Melfi. E qui si innesta il principio fondamentale sul quale nella press room hanno calcato la mano. Per sottolineare che questa 500X è un prodotto italiano, pensata e progettata in Italia, costruita in Italia, addirittura con il design italiano di serie. Un design iconico. Inevitabile si potrebbe dire, se la chiami 500 il riferimento alla madre di tutte le FIAT non può essere ignorato. Giolito, il designer che rivendica la paternità della 500X, è riuscito a fare un bel lavoro. La vedi e sei nella “cinquecentitudine”. Sali a bordo e sei ancora nella cinquecentitudine, perché l’arredo è quello. Stile e finiture riportano alla piccola torinese. Poi la differenza la percepisci perché qui sei più alto e più comodo. La guidi e senti ancora la cinquecentitudine perché senti di avere tra le mani il volante di un prodotto di sostanza. Ed in un mondo in cui tutti giocano sulla qualità percepita, be’, qui hanno saputo giocare bene. Perché l’impressione, osservando e guidando, è quella d’essere al volante di una italiana premium. Finalmente! Non accadeva da tempo immemore, qui a Torino/Lingotto/Mirafiori…

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