BMW SERIE 3 touring

TEST DRIVE CAPO SPARTIVENTO

PORTFOLIO – Copy Orazio Truglio

HO FATTO IL PASSEGGERO

BMW Serie 3 Touring – Capo Spartivento, prova su strada

CAPO SPARTIVENTO – Questa volta ho fatto il passeggero. Non che avessi poca voglia di guidare. Anzi, tutt’altro. Le BMW hanno sempre ottimi argomenti dinamici ed è facile lasciarsi convincere. Una Touring, poi, con quelle linee così spigolose ma suadenti. E’ la mia prediletta. Difficile resistere. Ho resistito. Forse avevo voglia di guardare il panorama, forse volevo restare assorto nei miei pensieri. Fatto è che ho lasciato il volante al mio collega. Per tutto il tempo del test drive. Ho fatto il passeggero. E non mi dispiace, per una volta, riflettere su confort e prestazioni come fossi uno qualunque, una ‘zavorra’. Per dirla alla biker. Si apprezzano o si detestano cose che da driver non vedi, non vuoi vedere o forse nemmeno capisci troppo impegnato nella guida, come sei…

EDIZIONE 13 OTTOBRE
EDIZIONE 13 OTTOBRE

Impossibile star zitti tra colleghi ed impossibile non guardare il panorama della costa sarda tra Cagliari e Capo Spartivento. Impossibile non commentare la BMW. Viaggio di andata con un poderoso sei cilindri, quello della 330d con 258CV e 560 Newton metri di coppia, e ritorno con un altrettanto poderoso 328i. Un quattro cilindri, due litri, ma con tecnologia TwinTurbo e valori tipici di un sei cilindri: 245CV e 350 Newton metri di coppia. Difficile scegliere. Però quel rumore del benzina, eh sì miei cari. Un rombo impareggiabile. E poi quella sua capacità di salire senza fermarsi mai… intendo del regime di rotazione… Arriva alla soglia dei seimila… quasi duemila giri in più di estasi rispetto al Diesel. Suoni impareggiabili che nemmeno il più tecnicamente avanzato motore a gasolio può appannare, zittire. Si la coppia, quella è un’altra storia. Sono un tradizionalista.
Tanta coppia, va bene, serve, ma pochi giri… Ti senti plafonato. L’allungo del benzina! Musica.
Da passeggero apprezzerò queste meraviglie nella seconda parte della prova su strada, il viaggio di ritorno con la 328i.
La strada. E’ fatta su misura per la coppia del motore a gasolio. Il mio coequipier guida molto attento e prudente. Conduce i cavalli della 3Touring con padronanza delle ‘redini’: non taglia le curve, non siamo in pista, accelera e frena nei punti giusti. Apprezzo questo modo di guidare prudente. Forse perché sono stato, e qualche volta sono ancora, un ribelle. Oddio, non fa il primo della classe, ci mancherebbe. Gli allunghi giusti ci sono così come le ‘staccatine’ e la severa osservanza del codice nell’attraversare i centri abitati. E vorrei vedere, direte voi. Eh ma non è mica così scontato, anche nel settore ‘automotive‘.
Con queste premesse è evidente che la attenzione è tutta per il confort da passeggero.
Ho fatto scendere alla minima altezza il sedile. Come fanno i tedeschi ad avere un sedile così in basso lo sanno solo loro. Lo devo chiedere al prossimo ingegnere che incrocio. Fatto è che una posizione di questo genere è la mia preferita. Ti senti seduto dentro un’automobile e non su un soppalco. Perfetta angolazione tra busto e gambe. Il pozzetto offre spazio a volontà. Non ti senti sacrificato e se ‘butti’ uno sguardo dietro ti accorgi che c’è ancora spazio per altre gambe. Senza le ginocchia in bocca.
Visibilità eccellente, potrò guardare il mare di Capo Spartivento come fossi alla finestra di casa. Quei pochi comandi che da passeggero sei abilitato ad usare, impianto di aria condizionata e computer di bordo / navigatore li aziono senza difficoltà. Sarà che conosco la logica, e la sequenza delle pagine, così in un secondo il navigatore è pronto per guidarci fino al faro di Capo Spartivento. Il BMW Connect Drive ci porterà a destinazione senza intoppi.
Cos’altro aggiungere: è una BMW, anche da passeggero è difficile trovare difetti. Al massimo puoi dire “non mi piace“. Ma la 3Touring è la mia preferita, l’ho già scritto. Sono di parte, le BMW mi piacciono. Il ‘clima’ annulla il caldo di un sole inaspettato dopo le pioggie preludio d’inverno del giorno prima sulla E45 da Imola a Roma, il ritorno con la Peugeot 208. Il grande tetto panoramico, ora aperto, mi fa sentire a bordo di una scoperta. Nelle giornate d’inverno è un accessorio che rende luminoso l’abitacolo ed infonde serenità.
Da passeggero è facile patire l’andamento della strada. Le curve strette ed in rapida successione sono l’incubo per i deboli di stomaco, qualche volta anche per me. Oggi no, sarà la condotta di guida del driver, sarà per l’assetto. Posso tenere il mio toscanello senza timori. Il viaggio è così confortevole che Capo Spartivento si profila all’orizzonte e, invece, mi sembra di essere appena partito.
Del 330d, al di fuori delle considerazioni iniziali, non si può dire proprio nulla.
Il percorso di ritorno a Cagliari è ancora più tortuoso. Con variazioni di pendenza che esaltano l’ampio regime di giri di questo quattro cilindri benzina, dall’utilizzo infinito.
Anche oggi viaggio da passeggero. Il 328i è installato su una 3Touring con allestimento MSport ed assetto adattivo. L’abitacolo sottolinea questa scelta con finiture in azzurroM‘ sulla plancia e per gli interni. Si sente la differenza tra ieri ed oggi.
Questa 328i è proprio piantata in terra, inchiodata. E vi assicuro che la strada offre notevoli spunti per mettere in luce le negligenze di un telaio. Ma non oggi e non con questa 3Touring. E’ davvero divertente, anche da passeggero. Una comodissima maniglia sul padiglione mi aiuta un poco durante i momenti più garibaldini della guida del coequipier. Che ha deciso di cercare il limite della tenuta. Le curve strette e con buona visibilità nei tornanti in salita e discesa sono il terreno ideale per far entrare in funzione tutti quei dispositivi, che possiamo sintetizzare, aiutano nel controllo della dinamica di marcia.
La 330d, di serie, è equipaggiata con DSC, l’ABS, il DTC (Dynamic Traction Control) l’assistente di frenata in curva DBC, il dispositivo ‘freni asciutti’, la compensazione del fading e l’assistente di partenza.
Da passeggero non ho altro da aggiungere.

La BMW Serie 3 Touring è disponibile da questa settimana in concessionaria. La versione meno costosa è la 316d con un prezzo di 31.850 euro. Il modello con il motore a benzina, la 328i, costa 40.600 euro. Il modello con motore a gasolio, il 330d, costa 47.300 euro.
La dotazione di serie della 316d, quella poco meno di 32mila euro, comprende la radio BMW Professional con monitor da sei pollici e mezzo, l’ingresso audio aux-in in consolle centrale, l’interfaccia Bluetooth e USB, il lunotto posteriore ad apertura indipendente, il portellone automatico, il sistema di carico passante 40:20:40, il volante in pelle con comandi multifunzione, il sistema di start&stop automatico e la tecnologia BMW Efficient Dynamics con tasto selezione del feeling di guida.
Più in generale: la nuova 3.Touring può essere equipaggiata con il sistema di apertura del portellone/bagagliaio Smart Opener, ossia senza mani, dispone di una capacità di carico di 495 litri, ha una soglia di accesso a 62 centimetri, il volume di carico è aumentato di 35 litri rispetto alla precedente, ora è misura di riferimento nel segmento di appartenenza, ha una capacità di carico con schienali completamente abbassati fino 1.500 litri. La BMW Serie 3 Touring, rispetto alla precedente versione è più lunga di 97 mm, ha un passo più lungo di 50 mm, all’interno lo spazio per la testa è migliore di 9 mm e quello per le gambe di 17 mm. Queste ultime due misure sono riferite al maggior spazio dei sedili posteriori.

Sono i vantaggi derivati dalla nuova impostazione di progetto che ha richiesto un diverso profilo del volume posteriore della Touring ora con spazi più generosi per i passeggeri e per i bagagli. Quindi meno rastremato, meno filante, meno sportivo, più capiente… meno elegante? Era questa la presa di posizione del marketing di Monaco. Ed i designer li hanno accontentati. Però in cambio di una soluzione del terzo montante, quello discendente del bagagliaio, che condensa in modo esemplare stile e funzionalità. Un vero capolavoro di ingegneria. Le linee sono perfettamente parallele. Pur lasciando inalterato il famoso, e distintivo, gomito di Hofmeister. Un capolavoro di design ed industrializzazione, e d’eleganza. Ed un braccio di ferro vinto da quelli del design. Bravi,
😉

(lr)