LEXUS CT200 HYBRID

ELETTRICITÀ, ENERGIA PRIMORDIALE

L’ho sempre ammirata. Mi è sempre piaciuta per le sue linee in un panorama di ovvietà del parco circolante. Un bel po’ di coraggio, soprattutto, per il taglio del padiglione posteriore. Non convenzionale.

di Luca Romano.
Riunisce, la Lexus CT200 Hybrid la classica eleganza dei super-modelli jap ad uno stile eccentrico che sottolinea il distacco di chi la possiede dal resto del mondo. Adesso la guido e la fotografo. Della guida è troppo presto per dire qualcosa oltre al fatto che la funzione combinata dei motori elettrico e termico mi piace sempre.
Delle foto qualcosa di più: quest’auto è terribilmente fotogenica. Sarà anche merito del colore (acciaio scuro, una portaerei della WW2) sarà merito del set scelto e dell’orario, ma c’è qualcosa di primordiale (Toyota antesignana delle vetture ibride, il titolo è d’obbligo) in questa automobile, in queste fotografie. Vedeteci, guardateci quello che vi pare, ma la CT200 Hybrid è tanto fotogenica.

Galleria fotografica, 4 scatti

(Segue, test e set fotografico)

Credit –

Tutte le fotografie e le clip ©lucaromanopix – Vietata la riproduzione e la diffusione su e con qualsiasi mezzo e/o social network senza il consenso scritto dell’autore. Le fotografie sono file con firma digitale. Le fotografie sono protette secondo le norme vigenti in Italia del diritto d’autore.

 

MAZDA CX-3

La linea è snella. Guardandola pensi a qualcosa di vivo, c’è una forte impressione di dinamica, come se sotto quelle lamiere si celasse qualcosa di vivo. Come se nell’abitacolo, sotto il cofano, pulsasse un cuore che pompa energia.

(lr) – E’ una creatura inanimata ma trasmette una forte vitalità. Vedi soluzioni di stile che esprimono forza ed agilità, ti fanno venir voglia di essere subito al volante e schiacciare l’acceleratore, premere con forza i freno per sentire le ruote che, mordendo l’asfalto, imprimono spinta per farti uscire dalla curva… (da portfolio.18×24.it)

Considerazioni più o meno ad alta voce che si sovrappongono all’idea che si completa nella mente guardando, ed apprezzando, gli interni della Mazda CX-3. Lo stile così lineare della plancia e della strumentazione, mi piace. Ha quasi uno stile “minimal” ma senza raggiungere l’essenzialità, in certi casi un po’ freddina, di alcuni prodotti tedeschi.
L’arredamento interno è giocato sulle tonalità calde. In foto si intravedono soltanto. Non mi concentro sugli interni ad eccezione di una BMW di qualche tempo fa per la quale il tema era proprio quello degli interni. Con Mazda CX-3 sono stato così affascinato dallo stile della vettura e, anche per il poco tempo a disposizione (quindici giorni non mi bastano…) non ho avuto l’ispirazione giusta che valorizzasse – appunto – il design dei dettagli dell’abitacolo. Un abitacolo raccolto, molto “cocoon”, un guscio caldo, nel quale passare volentieri il tempo del viaggio. O del trasferimento se trattasi del noioso stop-and-go quotidiano. Forse proprio per il gioco di colore dell’arredamento: sedili bianchi con inserti in una calda tonalità del grigio. Pannelli porta in tono ma con un fregio bordeaux alla maniglia dello sportello. Plancia con un accostamento di materiali plastici e pelle bianca. Insomma davvero un “appartamento” ben arredato. Magari un superattico viste le dimensioni contenute della vettura. Ed a proposito della vettura è significativo il principio espresso al momento della consegna da chi, con simpatia, mi dava le chiavi: “Abbiamo tanti clienti che comprano CX-3 preferendola alla Mini Countryman…”
Non ci avevo pensato. In effetti il segmento è abbastanza affollato, le proposte sono tante. Tutte più o meno con ambizioni “premium”. Alcune dovrebbero “lasciar perdere”, altre possono fregiarsi dell’ambito appellativo di buon diritto. Indiscutibile che il posizionamento di MINI sia tra quelli premium… ma anche io, senza dubbio, preferirei la CX-3. Tra l’altro costa almeno 10mila di meno. Ed in quanto a status ed “apparire” certo non è inferiore alla anglo-tedesca. Anzi con la eccessiva proliferazione della MINI, guidare una Mazda CX-3 è una scelta distintiva, che prende le distanze dalle masse. Piuttosto facilmente aggregabili e quindi ovvie, banali, superficiali, omologate in una moda che spiana la personalità. Certo se siete disposti a spendere 50mila euro per una Countryman… avete la differenza. Dell’esagerazione.

Con CX-3, invece, al di là dell’abusato termine “premium”, tanto in voga oggi tra gli “automotive”, sarete sicuri di non passare inosservati.

Per l’eleganza.

Poi anche perché questa CX-3 è davvero premium, di buon diritto.

 

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😉

Galleria fotografica Flickr/Drivelife

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LAND ROVER DEFENDER

L’altro giorno, quando ho preso la Defender 90 Anniversary, durante la guida ho appuntato nella memoria, quella biologica, ne’ tablet e neanche smartphone, un paio di idee per scrivere due righe di ringraziamento all’amico (nonché titolare delle concessioni delle auto in prova per i giornalisti) che aveva favorito il test drive ed il set fotografico, il terzo, di una Land Rover illuminata dalla Luna piena. Le voglio pubblicare perché sono, per me, il miglior modo per cercare di far entrare il lettore nello stato emotivo che questa vettura riesce a provocare.

Il salto indietro nel tempo è stato immediato, appena respirata l’aria a bordo della Defender.
Inconfondibile. Lo stesso che sentii tanti anni fa quando ebbi in prova una versione precedente.
Non l’ho dimenticato e non lo dimenticherò mai.
E’ un profumo speciale che ricorda ambienti duri, severi, avventura e fatica.
Ma anche emozione e soddisfazione.
E’ il profumo di gomma, la gomma di un’auto che – sua pari solo la Porsche 911 – è un’icona automotive.
Un profumo che solo lei ha… inconfondibile, da far girare la testa. Come una gran bella donna.
 


 
“clic” sulle freccette per sfogliare la galleria fotografica…
😉
 
 
 
Quanto alla Luna, in Luglio ci sono stati due fenomeni astronomici di Luna piena durante lo stesso mese.
Ecco cosa scrivevano nei giorni scorsi alcuni quotidiani online:
 
*”Sarà la seconda Luna piena nel giro di un mese. L’evento astronomico, che non si ripete dall’agosto del 2012, è chiamato “Luna blu” o “Blue Moon” ma non ha niente a che vedere con il colore che il satellite terrestre assumerà la sera del 31 luglio. La denominazione popolare descrive infatti il fenomeno astronomico che porta un anno solare ad avere 13 lune piene piuttosto che dodici. Questa volta è il mese di luglio quello ‘scelto’ dal calendario: dopo la Luna piena del primo giorno del mese anche la notte del 31 luglio sarà illuminata dalla luce magica del satellite nel periodo del suo massimo splendore. Sarà necessario aspettare quasi tre anni perché si ripeta un evento identico a questo: la prossima Luna blu cadrà, infatti, nel 2018, precisamente il primo e l’ultimo giorno di gennaio.”*
(fonte, La Repubblica)*
 
*Non sono astronomo, tanto meno posso far meglio nel descrivere il fenomeno. Quindi un bel copia/incolla. Citando la fonte e ringraziando.
 
 
 

DELLA STESSA SERIE, LANDROVER FILM ASTRONOMIA

 

 

 

 
 
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