A1: non è la Roma-Milano Mentre i tedeschi erano in festa, viva la birra, per il loro risultato ai mondiali, Audi ha presentato un’auto mai vista prima La clip della nuova Audi A1 la puoi vedere anche su YouTube nel canale di EngineReview. Con l’aria che tira la cosa migliore per aprire un pezzo che racconti di automobili è quella di mettere subito in chiaro i costi: l’Audi A1 costa [...]
A1: non è la Roma-Milano
Mentre i tedeschi erano in festa, viva la birra,
per il loro risultato ai mondiali,
Audi ha presentato un’auto mai vista prima
La clip della nuova Audi A1 la puoi vedere anche su YouTube nel canale di EngineReview. Con l’aria che tira la cosa migliore per aprire un pezzo che racconti di automobili è quella di mettere subito in chiaro i costi: l’Audi A1 costa a partire da 16.800 euro nell’allestimento Attraction. Con sedicimila e spicci vi portate a casa – a settembre se la ordinate subito – il modello equipaggiato con il motore milledue TFSI con 86CV. In sintesi, copiamo dalla cartella stampa, l’Attraction è un allestimento che comprende l’assetto dinamico, i cerchi in lega della misura 6,5J per 15 pollici a sette razze con gomme 205/55 R15, la mascherina delle bocchette di aerazione in colore nero opaco, il rivestimento dei sedili in tessuto Essence ed infine il volante sportivo a tre razze.
Detto questo, la nota più importante per convincere gli indecisi tra Mini e Mito, ecco qualche commento dopo la prova su strada a Berlino e dintorni della nuova superpiccola di Ingolstadt che si offre loro, ora, come insuperabile antagonista. Con l’augurio, a loro cittadini di Ingolstadt, che non si riveli un’incompresa come la A2. Bellissima, precorritrice dei tempi, dello stile, di tutto quello che vi pare ma la A2 è stata… un’incompresa…

Il colpo d’occhio: Il lusso non parte dalla A8
C’è tutto il DNA, il family feeling, l’appartenenza alla famiglia, l’eleganza, l’aurea del lusso tipica del segmento premium, come si dice in gergo, di un’Audi. Durante la conferenza stampa, i tedeschi, si sono ostinati a chiamarla utilitaria. Forse perché per loro un’auto è di lusso a partire dalla A8. Ma quest’A1 di utilitaria non ha proprio nulla. Anzi. Gli italiani – più svegli ed attenti a certe sfumature, consapevoli delle dimensioni e della specificità del nostro mercato – hanno subito puntualizzato – su domanda – che non si tratta di una utilitaria, bensì: “E’ un’Audi!“.
L’A1 è corta, meno di quattro metri. Una misura al limite nelle auree proporzioni. E’ difficile conciliare in meno di quattro metri lo spazio in altezza e larghezza. Per dare abitabilità, a quattro persone, si rischia la classica “romana pecionata”. Guardatevi intorno per strada e ne troverete fulgidi esempi. Qui ci sono riusciti nel fare un’automobile bella, equilibrata ma soprattutto elegante. L’abbiamo guardata con attenzione nell’ambientazione di città. E’ innegabilmente un’Audi. Con quelle rotondità, quella fluidità che sono tipiche dei quattro anelli. E non offre appiglio alle critiche: arco passaruota, montanti, parafango posteriore. I punti critici di un’automobile qui sono risolti con teutonica eleganza. E’ un’Audi, non potrebbe essere un’altra automobile anche senza la imponente griglia del radiatore. Che, appunto, non è il solo ed unico elemento di stile che riconduce ad Ingolstadt. Un po’ come mini è solo mini e non potrebbe mai essere qualcosa d’altro. L’appartenenza nasce da ogni centimetro di lamiera. Non da un logo o un nome evocativo.

Il posto di guida
Benvenuti nel mondo della ergonomia, dello stile e dell’efficienza. Non manca nulla: il sedile si regola perfettamente per qualsiasi statura. Abbiamo l’abitudine (condivisa con pochi autorevoli colleghi, quelli che sanno guidare) di scendere ‘al piano terra’ con il sedile. Quello di guida della A1 ci accompagna addirittura “in cantina” e la posizione la ritroviamo subito. Volante regolabile, plancia semplice, strumentazione nello standard della casa tedesca. Nulla è stato sacrificato per fare il prezzo. Certo se spendete i 22mila e rotti (900) che costa la 1.4FSI Ambition ed aggiungete i soldini per l’Audi MMI con il pacchetto Connectivity per la integrazione cartografica, davvero non vi manca nulla per andare in capo al mondo.


Al volante
L’aspettiamo per una più approfondita prova. Il briefing è stato di quelli che ti levano la voglia di guidare. Herr Josef Schloßmacher ci introduce ad una dimensione sconosciuta della Germania, quella dei limiti di velocità. Terra di andature mozzafiato fino a ieri, oggi ligia e severa nel controllo dei limiti. Herr Schloßmacher dice: “flash in abbondanza già appena fuori dell’aeroporto. Non lasciatevi prendere la mano dalla A1 e dalla strada libera, il limite è di trenta orari… nella viabilità dell’aeroporto, e ci sono già gli autovelox…”. E non si sgarra, precisione tedesca. Qui si paga subito, racconta qualche collega. Magari con l’American Express Centurion, ma si paga subito. Altro che pista libera. Non che per capire un’auto si debba per forza correre ma un po’ di brio non ci dispiacerebbe. Al volante quindi con estrema prudenza, meglio, concilia le chiacchere sulla A1 con il collega di viaggio.
Abbiamo subito ritrovato quanto le altre, grandi, Audi ci hanno sempre offerto. Ossia precisione di guida, sensibilità sul volante, ottimo confort di bordo, ottima insonorizzazione. Quest’ultimo aspetto è stato sviluppato con cura particolare. Orgogliosi nel raccontare, i tedeschi, di quanto questa A1, pur nelle sue dimensioni contenute, sia in grado di competere con le grandi Audi in fatto di insonorizzazione. E con altrettanto orgoglio affermare, che nei test comparati, la A1 è stata di gran lunga la migliore delle concorrenti. Che sono: Mini e MiTo.


I sedili dietro: le due ragazze ci stanno
Intendiamo sedute a bordo della vostra prossima A1, non che si concedano alla vostra libidine. Consapevoli del principio che è sempre la donna a scegliere, quest’Audi A1, però, potrebbe darvi una certa mano. Lo status di vettura premium esercita un certo fascino sul pubblico femminile. Che tra l’altro è uno degli argomenti principali per i venditori della rete Audi. Si ci stanno, sedute. Ma i due sedili posteriori non sono l’ideale se le vostre amiche giocano a pallacanestro. Il nostro cameraman, che passa abbondantemente il metro e ottanta, non ne ha voluto sapere di provare l’abitabilità posteriore. Giustificato solo dal fatto che, dovendo spesso scendere per fare gli shooting, avrebbe impiegato troppo tempo e perduto, magari, l’attimo fuggente. Siamo seri: dietro si sta, il divano offre una discreta accoglienza, si patisce un po’ il fatto che lo schienale sia “piuttosto verticale” e che il mini-poggiatesta si incunei tra le scapole del passeggero. Alla veneranda età raggiunta non ci farei Roma-Berlino seduto dietro ma al volante sì! A favore dei posti posteriori, va detto qualche aggettivo sulla qualità e sulla funzionalità: ottima la prima ed efficiente e razionale la seconda. E’ un’Audi…

Qualche info sulle prestazioni
Accelerazione da 0 a 100 Km/h
1.2 TFSI, 11,7
1.4 TFSI, 8,9
1.6 TDI, 10,5
Velocità massima
1.2 TFSI, 180 km/h
1.4 TFSI, 203 km/h
1.6 TDI, 190 km/h
Emissioni di CO2, grammi per chilometro
1.2 TFSI, 118
1.4 TFSI, 119/122
1.6 TDI, 103
Principali equipaggiamenti di serie della versione Ambition
Assetto sportivo
Cerchi in lega 7Jx16 a 7 razze con pneumatici 215/45 R 16 (per 1.4 TFSI e 1.6 TDI)
Mascherina delle bocchette d’aerazione in nero lucido
Listelli sottoporta con inserti in alluminio
Look alluminio nell’abitacolo
Fendinebbia
Rivestimento dei sedili in tessuto Progress
Sedili sportivi anteriori
Sistema d’informazione per il conducente
Terminali di scarico lucidi
Volante sportivo rivestito in pelle








