Sulla via di Damasco RANGE ROVER costa a partire da 63.800 euro – Come si può evitare di scrivere delle ovvietà su Range Rover? Evitando di parlare di re®ine, evitando di fare riferimenti a tutto ciò che di britannico la Range Rover possiede, per esempio. Superfluo, è nel suo DNA. Aggettivi e sostantivi sono stati scritti con profusione di piombo… Le notizie ufficiali su RANGE ROVER le trovi su www.landrover.it/it/it/vehicles/range-rover/overview.htm [...]
Sulla via di Damasco
RANGE ROVER costa a partire da 63.800 euro – Come si può evitare di scrivere delle ovvietà su Range Rover? Evitando di parlare di re®ine, evitando di fare riferimenti a tutto ciò che di britannico la Range Rover possiede, per esempio. Superfluo, è nel suo DNA. Aggettivi e sostantivi sono stati scritti con profusione di piombo…
Le notizie ufficiali su RANGE ROVER le trovi su www.landrover.it/it/it/vehicles/range-rover/overview.htm
RANGE ROVER la compri da: visita il sito RANGE ROVER con l’elenco concessionari.
Roma. 23-04-2010 – Come si può evitare di scrivere delle ovvietà su Range Rover? Evitando di parlare di re®ine, evitando di fare riferimenti a tutto ciò che di britannico la Range Rover possiede, per esempio. Superfluo, è nel suo DNA. Aggettivi e sostantivi sono stati scritti con profusione di piombo, quando nei giornali c’erano ancora i tipografi, e digitati per miliardi di volte oggi che tutti abbiamo il computer. Difficilissimo uscire dal ‘pantano’ delle stupidaggini, del già detto, del “demagogico-markettinghizzato“. Brutta parola, vero? Nata per caso in questa ricerca di ispirazione. Allora proviamo ad essere bastian contrari. Un mestiere che a quanto pare ci riesce in maniera splendida.
Ogni volta che l’abbiamo incrociata in strada agli entusiastici commenti abbiamo risposto, secco: “Non mi piace, non la comprerei mai. Meglio…” E giù una sfilza di competitor (s)(!) come si dice in gergo. Diciamo i nomi, altrimenti che senso avrebbe, in ordinato elenco per lettera. Audi, BMW, Mercedes, Toyota, Volkswagen, Volvo… ne dimentichiamo qualcuno? Non fa nulla. Si vede che non è significativo. I modelli? E va bene: Q7, X5, ML&GL, LandCruiser 100, Touareg, XC90. Tutte meglio. Prima. Adesso abbiamo le mani sulla tastiera del MacBook ma hanno appena lasciato un volante. Di una fiammante Range Rover Vogue, ritirata questa mattina. Era un po’ di tempo che non aprivamo quel ‘britannico’ sportello. Non che siano mancate LandRover in redazione, la Freelander e la Discovery, ma la Range era assente. Non si è trattato di una vera folgorazione, stile via di Damasco, ma si è avviato subito un lento, e professionale, iter di riflessione. Non è stato lo stupore per gli arredamenti interni, nemmeno la sorpresa per una rinnovata dinamica di marcia. Ancor meno il fascino del marchio; sarebbe illogico farsi prendere da queste emotività che sono appannaggio del cliente. Lui sì che, sulla spinta dell’emozione del bello, e del gusto del possesso, deve entrare in concessionaria e comprare. Sono emozioni riservate a lui, sono le motivazioni dell’acquisto. Noi giornalisti dobbiamo avere un asettico distacco per poter raccontare la Range Rover nel modo migliore e, semmai, durante la – faticosa – operazione di scrittura riassumere mentalmente la tecnica e colorarla con l’emozione. Almeno qui, in Drivelife, dove vogliamo raccontarvi sì di automobili ma anche del gusto nel guidarle. E tornando con la mente all’iter professional-emotivo ecco che durante la guida in quei primi, pochi, chilometri spunta nella mente l’idea che questa Range Rover è un’automobile completamente nuova. Abbiamo una certa esperienza e sappiamo ormai cogliere l’essenza del prodotto. Ecco, l’essenza della Range Rover è un’essenza inglese, profumata, pura e rara come Czech & Speake di Jermyn Street, appannaggio di pochi – veri – “gentleman”. Tanto per usare un inglesismo. Con il passare dei chilometri lo sguardo si posa sulle finiture, le mani stringono il volante, le cromature e gli inserti in legno colpiscono l’occhio analitico. E ti accorgi di quanto questa Range Rover con i suoi allestimenti ed i materiali di pregio faccia dimenticare fango e sterrati. Che tornano d’attualità quando lo sguardo si sofferma sulla leva del cambio e sul selettore (immediatamente dietro) delle modalità di marcia. Vedi le icone della sabbia, dell’asfalto e l’associazione di idea con il fuoristrada, con il 4×4 vero, riprende forma. Questa è una bellissima berlina, un’ammiraglia. Ed è capace di superare pendenze del 100%. Come prologo al nostro test drive direi che abbiamo scritto abbastanza. Allora vi raccontiamo della dinamica di marcia. Primo giudizio, ripetiamo, dopo pochi chilometri. Visibilità, eccellente. Confort di marcia, superlativo. La poltrona, chiamarla sedile sarebbe un’offesa, è comodissima. Non solo per le regolazioni, soprattutto per la sensazione che trasmette al nostro corpo: sostegno rigido per la schiena, quel tanto che serve per star dritti ma non come su una panca di legno della terza classe che fu. E’ questo il presupposto per lunghi viaggi senza affaticamento. Un’altro aspetto che racconta di una vocazione di stradista. Che gli inglesi hanno saputo conciliare con le capacità di marcia offroad raccontate dalle fotografie del nostro player nella pagina. GRA e viabilità cittadina esaltano il cambio automatico: passaggi di marcia impalpabili, come il borotalco sulla pelle di un bambino. La plancia si offre ai nostri compiaciuti sguardi con una infinità di comandi: per fortuna ci siamo laureati in ingegneria. C’è di tutto, dall’intrattenimento multimediale ad un bell’orologio old-style. Un elegantissimo accostamento di antico con il moderno di una strumentazione full-display stile Minority Report. Proprio come gli appartamenti più modaioli dove l’antiquariato si sposa con Philppe Stark. Per ora stop: usciamo con la Range. Altre informazioni su Range Rover e Range Rover Autobiography e sul premio DiWine Awards le trovi sempre su Drivelife. La clip istituzionale di Range Rover Autobiography la vedi anche su YouTube.










