Non faccio amicizia con il benzinaio Handling su misura per Lei Non mi ricordo quante volte ho guidato una Subaru. Tra quelle avute in prova e quelle guidate, magari una volta sola, in occasione di qualche presentazione stampa. Di sicuro tante. E tutte ad altissima densità chilometrica. Ed intendo: vetture tenute pochi giorni, altre volte, però, diverse settimane. Con tutte il numero di chilometri percorsi in breve tempo è stato [...]
Non faccio amicizia con il benzinaio
Handling su misura per Lei
Non mi ricordo quante volte ho guidato una Subaru. Tra quelle avute in prova e quelle guidate, magari una volta sola, in occasione di qualche presentazione stampa. Di sicuro tante. E tutte ad altissima densità chilometrica. Ed intendo: vetture tenute pochi giorni, altre volte, però, diverse settimane. Con tutte il numero di chilometri percorsi in breve tempo è stato sempre alto. Vuoi perché devi fare gli shooting della clip per Drivelife vuoi perché devi andare in giro per l’Italia inseguendo lavoro ed appuntamenti vari…
Tutte mi hanno dato due cose: fiducia e divertimento. Eh si, perché se devi correre di qua e di là, almeno che il viaggio sia sicuro e divertente. Ecco le Subaru hanno, tra le altre, questa dote. Che non è da poco. Ci sono certe auto – volete nomi e cognomi? – che mi innervosiscono… sono ‘fumino’, lo ammetto…
Ma altrettanto sicuro che neanche voi passereste su certi aspetti, diciamo di trascuratezza, propri di alcune automobili.
Torniamo a Subaru, anzi a Legacy. Il restyling l’ha resa molto europea. Il design ha trovato quelle connotazioni di beltà che dovrebbero favorirla nelle vendite. Non che la versione precedente fosse brutta, per carità. Tutt’altro. Però non era una di quelle auto per cui palpitare. Ora con l’edizione 2010 abbiamo incontrato una bella automobile. Design che trasmette solidità, per esempio. Guardate nelle foto dello slideshow lo stile della fiancata. La cintura alta, la superficie vetrata abbondante, la forza prorompente del cofano motore, il volume ‘wagon’. Aspetti di stile che disegnano l’immagine di una automobile autorevole.
Certo il purista dirà: ma gli sportelli hanno la cornice del cristallo del finestrino… vero. Un aspetto per il fine intenditore che è stato sacrificato in forza del contenimento del prezzo. Il vetro dei finestrini a vista era un dettaglio tecnico ‘prelibato‘. Oltre ad essere la espressione ‘tangibile‘ di un concetto di baricentro basso, fulcro della dinamica di marcia di ogni Subaru. Ma seppur con le cornici ai vetri la Legacy conserva quel dinamismo e quella cultura di prodotto delle generazioni precedenti.

Ha un handling fluido che, tra l’altro, è molto apprezzato dal pubblico femminile. E’ un’automobile che nonostante peso e dimensioni di ingombro importanti si guida bene, non ha punti morti di visibilità ed è persino facile da parcheggiare. Note queste rivolte alle signore al volante: gentil sesso che vorrebbe l’autista per ogni parcheggio. Non ve la prendete, dai… ci sono certi “domingheri“, signori uomini, che in confronto anche alle peggiori di voi hanno comportamenti al volante ‘abominevoli’…
Al volante, ci piace. La posizione di guida, la leggerezza dello sterzo e la sua capacità di reazione al minimo accenno di cambio di direzione. La plancia, riprende quella della grande Tribeca (l’unico SUV non cafonal) pur essendo meno profonda e diversamente orientata al driver, ha tutti i comandi di facile azionamento. Il sedile, la versione in prova ha i rivestimenti ‘entry level’, in tessuto e non la pelle. L’aspetto è funzionale, manca però il classico tocco di eleganza del materiale pregiato. Ma costa soldi in più è una questione di scelte, di budget. La visibilità: preferisco guidare (sento meglio la macchina) con il sedile ‘tutto basso’, pur non essendo un giocatore di pallacanestro. Nonostante questo la visibilità è magnifica. I grandi vetri ed i montanti esili la favoriscono. Anche dallo specchietto retrovisore interno il colpo d’occhio verso la corsia di marcia appena trascorsa (e in manovra) è ‘esauriente‘. Non vi fa preoccupare degli angoli morti. Alla guida: La partenza svela che il motore boxer quattro cilindri a gasolio con 150CV è un piccolo compromesso con la massa della Legacy. E’ lo stesso motore che equipaggia la Impreza. E la differenza si sente. Il piede destro deve essere deciso sull’acceleratore altrimenti rischiate di piantarvi in partenza. Io sono abituato a partire con il classico ‘filo di gas’… salvo poi… Passate le incertezze col destro in partenza (che figuracce!) la Legacy mostra la sua natura. Basta tenerla un po’ allegra e svela l’anima del mondiale rally che, seppur abbandonato dalla casa, ha lasciato un forte DNA in ogni modello. E’ questa la chiave di lettura della Legacy: motore allegro, sempre. Il cambio ogni tanto ha bisogno di una maggiore fermezza soprattutto nei passaggi alle marce inferiori. Abbiamo rilevato qualche ‘impuntatura’, non è gradevole.

Al distributore: ci siamo andati davvero raramente. Il “pieno” si aggira sui sessanta euro, la percorrenza in città è notevole. Non abbiamo fatto il conto della domestica… è sufficiente, il pieno, per non fare troppa amicizia con il benzinaio sotto casa. Con la Subaru Legacy non siamo entrati nella lista dei suoi clienti migliori. Comunque: il computer di bordo segnala un consumo medio che oscilla tra i sette e gli otto litri per cento chilometri. In città, e senza star lì troppo a guardare lo strumento circolare a sinistra nel cruscotto, che segnala l’andamento del consumo istantaneo. Invece (questo sì, davvero utile) lanciamo spesso un’occhiata al display tra i due strumenti principali, quello che segnala il suggerimento a passare ad una marcia superiore. Ecco, questa è una indicazione utile. Ma non è certo per questo che si compra una Subaru. Diciamo che la trazione integrale ha il suo perchè… a buon intenditor poche parole. Davvero un bel guidare. Come sempre quando siamo al volante di automobili. Quelle con la “a” maiuscola. Sempre di meno, purtroppo.




