Lei non molla mai! Abbiamo girato questi servizi prima che il terremoto sconvolgesse l’Abruzzo. E’ una scelta difficile quella di mandare in onda queste immagini dell’Abruzzo legate ad una o due automobili che abbiamo deciso di guidare proprio sull’Altopiano delle Rocche. Ma l’amore per questi posti e per questa gente ci spinge comunque a mandarle in onda nonostante il momento difficile per far vedere, ricordare o conoscere, a tutti quanto [...]
Lei non molla mai! Abbiamo girato questi servizi prima che il terremoto sconvolgesse l’Abruzzo.
E’ una scelta difficile quella di mandare in onda queste immagini dell’Abruzzo legate ad una o due automobili che abbiamo deciso di guidare proprio sull’Altopiano delle Rocche. Ma l’amore per questi posti e per questa gente ci spinge comunque a mandarle in onda nonostante il momento difficile per far vedere, ricordare o conoscere, a tutti quanto sia meravigliosa questa regione.
La Subaru che apre questa puntata è l’ultima versione della Impreza. Ma a dispetto dell’immagine sportiva, derivata da quella che veste la STI e la WRX (non importata) questa Impreza ha sotto il cofano un boxer sì, ma alimentato a gasolio.
La stagione ancora fredda, la neve caduta da qualche giorno, hanno messo in risalto le doti di stradista della Impreza Boxer Diesel.
Conosciamo bene la trazione integrale di Subaru. E’ sempre in presa, non molla mai. Quale sia il fondo stradale non è importante, asfalto, sterrato, neve, ghiaccio… Con la trazione integrale Subaru l’aderenza è sempre perfetta. Merito di un baricentro basso, di una distribuzione dei pesi eccellente. Anche dei controlli di trazione, certo.
La Impreza Boxer Diesel ci ha fatto dimenticare le prestazioni della STI, non le abbiamo rimpiante. Merito di una coppia strepitosa. E della dinamica di un quattro cilindri boxer due litri che, pur in presenza di una cavalleria “modesta” – solo 150CV – sempre pronto, sempre brillante e sempre moderato nel consumo.
Prima, seconda e terza sono fulminanti. Non abbiamo infranto il codice della strada ma qualche allungo con partenza da fermo ce lo siamo goduto… È sorprendente guardare nello specchietto. Pur con il tachimetro ed il contagiri nei limiti di salvezza della patente vediamo la progressione che ci allontana rapidamente dal semaforo. Sorprendente.(lr)

(primo test) – Sorprendente! Quello che non ti aspetti. Si, sono consapevole del valore della immagine di marca, ma insomma una resa delle armi così plateale non me la aspettavo. L’ho appena ritirata dal concessionario. Gentilissimo come al solito. Lei è una quattro porte nera, grande bocca di aspirazione sul cofano. Insomma, cattiva. Vado piano sul GRA, non ho quasi più punti della patente. Che per me è lavoro. Senno’ come le provo le macchine? Andatura da Codice, strano. E chi mi conosce lo sa bene. E via il primo. Viaggio in corsia di sorpasso, andatura da Codice, lo ripeto.
L’utilitaria davanti a me mette la freccia a destra, strano anche questo, e mi lascia strada. E uno. Ma sono soprappensiero e non ci faccio caso. Qualche chilometro e la scena si ripete, questa volta non è una utilitaria. E’ una ML. Di solito sono un po’ stronzi quelli con i SUV e non cedono la divina corsia manco a morire. Questo si leva. Il lampo d’intelligenza attraversa la mente; strano anche questo, vero? Corsia libera, ma non cambio l’andatura. Tanto meno faccio, quelli mai, i fari… Per dire pista arrivo io. E’ una questione di educazione. Bisogna bussare per chiedere permesso… Dicevo, allora capisco. E’ la Subaru. E’ lei che, da sola, chiede strada. Si, nell’immaginario collettivo quel frontale sta ad indicare una macchina da corsa. Meglio levarsi di mezzo. Forte immagine di marca in forza di tanti mondiali vinti. Ma anche indice di grande maleducazione di chi la guida in strada invece che in prova speciale. Ho solo un rimpianto. Avrei voluto vedere le facce e conoscere i pensieri di tanti diligenti automobilisti quando, poi, si sono accorti che la mia Impreza non era da corsa. Ma una -tranquilla- berlina (etta) a gasolio. (lr)
